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«Al temp dal ris» Il confine tra la Val Poschiavo e la Valtellina
durante la Seconda guerra mondiale. (a cura di Andrea Tognina) Il confine riveste, per la storia della Val Poschiavo negli anni 1939-1945, un ruolo di primo piano. È la frontiera presidiata dai soldati e dalle guardie di confine che, nella percezione dei poschiavini, divide e protegge da un paese coinvolto nella guerra e potenzialmente ostile. Daltra parte, attraverso il confine entrano, in maniera illegale o semi-legale, generi di prima necessità che permettono di integrare le razioni alimentari e altre merci che forniscono occasione di commercio con il resto della Svizzera. Non da ultimo, il confine è luogo di esperienza: per chi si reca a Tirano, per chi incontra i profughi che cercano scampo in Svizzera, per chi, come i brusiesi, deve rendersi conto che dallaltezza a cui volano i bombardieri alleati il confine non si vede o non si vuole vedere e le bombe possono cadere anche sul suolo neutrale. Proponiamo qui due contributi sullargomento, in formato .pdf: un inquadramento storico di Diego Zoia, co-autore del libro La carga, dedicato alla storia del contrabbando in Valtellina, e la testimonianza di unex guardia di confine a Viano, Domenic Gisep. Il periodo bellico nella zona di confine (documento .pdf) Intervista a Domenic Gisep (documento .pdf) (Il programma gratuito Acrobat Reader per leggere i documenti .pdf è reperibile a questo indirizzo)
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