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La nuova Storia dei Grigioni

Storia dei Grigioni, a cura di Jürg Simonett, edizione italiana a cura di Fernando Iseppi, 3 voll, Coira-Bellinzona, Pro Grigioni Italiano-Casagrande, 2000.

(vedi anche: La via grigione alla modernità, documento .pdf)

Un opera dei superlativi, la Storia dei Grigioni. Oltre trenta autori hanno compilato, in nove anni di lavoro, un’esauriente profilo storico in quattro volumi (il quarto volume, con CD-Rom, esiste solo in edizione tedesca), per un totale di oltre 1400 pagine riccamente illustrate con più di 500 immagini, cartine e grafici.

La versione italiana esce in coedizione della Pro Grigioni italiano, responsabile della versione e della redazione, e dell’ editore Casagrande di Bellinzona.

Si tratta della prima esposizione integrale del passato della regione, che da duecento anni si chiama Cantone dei Grigioni. L’ultima opera con un analogo profilo risale al 1945, quando lo storico Friedrich Pieth scrisse la sua Bündner Geschichte.

Nel frattempo però lo studio del passato si è arricchito di innumerevoli studi particolari che hanno offerto nuove conoscenze nei più disparati ambiti della ricerca. Così negli anni Ottanta, su stimolo di un gruppo di promotori, il Cantone ha dato avvio al progetto di una nuova storia per i Grigioni diretta sia agli specialisti, alle scuole, all’amministrazione pubblica, ma anche a chi semplicemente è interessato.

Oltre dieci anni dopo le prime sedute preparatorie, è finalmente uscito il risultato, presentato contemporaneamente in tedesco e italiano. Partendo dalla sistematica elaborazione delle scoperte archeologiche, passando per la Rezia, provincia romana, il Medioevo, lo Stato delle Tre Leghe e infine il Cantone dei Grigioni, la nuova opera offre uno specchio, cronologicamente ordinato, di quanto oggi, nel 2000, si sa sulle origini e gli sviluppi di questo spicchio d’Europa a cavallo delle Alpi.

Ordine e traguardi

Diversi cantoni hanno proposto negli ultimi anni delle pubblicazioni sulla storia della rispettiva regione, basti l’esempio del Canton Ticino o di Zurigo. Il taglio dato all’opera grigione si distanzia però dai canoni classici introducendo elementi nuovi.

La Storia dei Grigioni offre infatti uno spettro tematico molto ampio. Innanzitutto dal punto di vista cronologico e tematico: l’opera parte dalle origini per arrivare, con gli ultimi contributi, ai nostri giorni, cercando così di offrire una lettura a 360 gradi delle realtà sociali, politiche, economiche e anche linguistiche e culturali presenti nelle varie epoche.

Anche la diversità regionale ha trovato nell’opera un riscontro adeguato. Le diverse realtà che caratterizzano i Grigioni sono ampiamente rispettate e offrono come tale uno specchio confacente del multiculturismo, ma anche delle diversità economiche e sociali di ogni singola regione.

Inoltre la struttura, suddivisa in capitoli tematici e la presenza di ampi registri e indici, facilitano una consultazione selettiva. Inoltre, malgrado l’acribia scientifica con cui il lavoro è stato svolto, la lettura è aperta anche ad un pubblico non specializzato. Anche nella traduzione italiana si è provveduto ad un’elaborazione linguistica che non pone limiti di comprensione a chi si avvicina alla storia con interesse.

Il quarto volume contiene materiali e tabelle. Un’ampia scelta di documenti permette una lettura personale delle fonti della storia. Cartine e grafici offrono per la prima volta ampie informazioni sull’evoluzione demografica, sullo sfruttamento territoriale o sul comportamento elettorale.

A questo volume è aggiunto un CD-ROM che offre tutta una serie di fonti sonore, filmate e grafiche, in parte interattive, che arricchiscono in maniera sorprendente e intelligente l’opera. I documenti sono pubblicati in lingua originale e dunque questa parte dell’opera non è stata tradotta.

Una prima italiana

Il pubblico delle Valli grigionitaliane non disponeva fin ora di un’opera esaustiva sul passato locale nella propria lingua. Con l’impegno della Pro Grigioni italiano e la sensibilità delle autorità cantonali, in primo luogo del Consigliere di Stato Claudio Lardi, è stato possibile realizzare una versione integrale italiana.

Questa è diretta sia al pubblico delle Valli e alla Svizzera italiana in genere, sia alla Valtellina, un tempo parte integrante dello Stato delle Tre Leghe. Il rispetto per l’italianità grigione è anche testimoniato dall’ampia presenza negli articoli della specifica realtà sudalpina. Nel comitato redazionale si registra anche la presenza di autori grigionitaliani e valchiavennaschi.

Daniele Papacella

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