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La Chiesa di San Martino in Tirano Gianluigi Garbellini, William Marconi, La Chiesa di San Martino in Tirano, Tirano, Parrocchia di San Martino, 1999. Leditoria valtellinese sè offerta un altro pregevole libro, pubblicando un bel tomo sulla chiesa parrocchiale di Tirano. La voluminosa opera consta di due parti: la prima, piú storico-sociologica, è stata curata da William Marconi; la seconda, architettonico-artistica, da Gianluigi Garbellini. «Popolo, sacerdoti, pubblici amministratori: la chiesa tiranese», il titolo della prima parte, descrive la situazione religiosa delle diverse pievi del tiranese, lo sviluppo del cristianesimo in Valtellina nellAlto Medioevo con interessanti accenni anche alla Val Poschiavo. Lo scritto si concentra poi sullanalisi della situazione propria di San Martino: il passaggio da parrocchia a collegiata, limportante mecenatismo e linflusso della famiglia Marinoni. Sono considerati quindi la storia dei prevosti, che hanno assunto la guida pastorale della collegiata, da Rinaldi a Omodei, passando per Parravicini, Ferrari, Merizzi e Quadrio. Tutti i nomi di questi casati, li ritroviamo costantemente nella storia di Tirano. Dopo aver dedicato un capitolo ai parrocchiani, lautore si sofferma sulla persona di don Luigi Albonico, rettore della collegiata dal 1864 al 1921 e promotore instancabile di rifacimenti. Nella seconda parte, intitolata «Una chiesa da conoscere (Storia ed arte)» si fa unipotesi della fondazione della chiesa, partendo dal fatto che si trova citata nel documento di consacrazione di San Romerio (databile tra il 1096 e il 1118). Lautore presume che la costruzione di un luogo di culto dedicato a San Martino sia precedente a questepoca e risalente probabilmente allVIII secolo, periodo al quale risalgono pure la chiesa di Zillis e quella di Disentis, dedicate anchesse a San Martino. Nessuno scavo archeologico ha però potuto convalidare detta ipotesi e quindi non sha alcuna certezza sulle origini. La chiesa è stata sottoposta a continue trasformazioni, dovute soprattutto allevoluzione demografica; si ricordi come Tirano assurse a nodo nevralgico del traffico alpino tra il XIV e il XV secolo. Un considerevole ampliamento avvenne nel Seicento dopo la famigerata peste del 30-31. Un secondo si ebbe a cavallo tra lOtto- e il Novecento, dove le si diede unarchitettura tardo-barocca e neoclassica. La torre campanaria ha mantenuto per contro la struttura romanica originaria. Nel XX secolo vi è stata una significativa ristrutturazione del presbiterio. Non mancano infine un capitolo dedicato al gioiello dellarte strumentale presente in San Martino, lorgano Serassi e un capitolo che descrive gli arredi sacri. Un volume, questo, di largo respiro, scritto in maniera tuttaltro che specialistica, corredato da un notevole apparato fotografico che ne facilita la lettura e la comprensione: una sicura attrattiva per i nostri lettori. Luigi Menghini |